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Archivio per maggio, 2007

vorrei

vorrei solo stringerti a me….nn chiedo la luna…….t stringerei così forte da nn fati + andare via………m manchi un mondo…….
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Scusa Ma Ti Chiamo Amore – Federico Moccia

NOVE

 

Notte di finestre semiaperte per accogliere un cenno di primavera. Notte di coperte che proteggono e ricordi che lasciano dubbi e un po d’amaro in bocca. Niki si gira e rigira. Il passato, a volte, rende scomodi i cuscini. Ma l’amore cos’è? C’è una regola, un modo, una ricetta? O è tutto casuale e devi solo sperare di avere fortuna? Domande difficili mentre l’orologio a forma di tavola da surf, attaccato alla parete, segna mezzanotte. Fabio. Buffo, quel giorno. Anzi, bello. Me lo ricordo ancora. Settembre. Aria mite e cielo blu scuro di una sera appena iniziata. Lui e gli altri in un concerto improvvisato, dentro un capannone abbandonato, un palco da inventare, mentre su una parete di cartongesso alcuni writer fanno a gara di graffiti e spray. E noi finite lì per caso, grazie a uno di quei soliti passaparola per strada. Mi piace il suo stile. Parole di fuoco per canzoni funky che graffiano il cuore. E Olly a dire che è un bonazzo da paura. E io che mentre lo dice sento una strana fitta di fastidio. Perché è carino. Me ne accorgo. E ogni tanto ci guardiamo e lui mi indica mentre canta. Emozione di due che giocano a distanza sopra e sotto un palco improvvisato, tra scratch e gente che fa popping e balla rapida ed esplosiva su ritmi concitati. E poi, sorpresa, me lo ritrovo a scuola in un’altra sezione e scopro che siamo coetanei, che mi guarda e mi sorride. Sì, è proprio carino. Iniziare a uscire insieme dopo la scuola per un giro in motorino, un gelato, qualche birra ai centri sociali, qualche gruppo da ascoltare durante le prove negli scantinati. Finché tutto non diventa un bacio in mezzo a suoni e colori di un sabato sera in un locale. Poi il viaggio continua e il bacio diventa una sera da soli qui a casa, coi miei a una delle solite cene e mio fratello a dormire da Vanni. Una casa troppo grande per un amore forse troppo piccolo. Lui con un fiore. Uno solo perché, dice, almeno è speciale, unico, non disperso in un mazzo che poi si confonde. Un bacio. Non uno solo. Un altro. E un altro ancora. Mani che s’intrecciano, occhi che si cercano e trovano spazi e nuovi panorami. Quella volta. Momento unico. Che vorresti non finisse. Che dovrebbe essere l’inizio di tutto. Scoprirsi vulnerabili e fragili, curiosi e dolci. Un’esplosione. Io che il giorno dopo a scuola riunisco le Onde e racconto tutto e mi sento grande. Lui che mi cerca, viene a prendermi e mi dice: "Sei mia. Non mi lascerai mai. Stiamo troppo bene insieme. Ti amo". E poi ancora: "Dov’eri? Chi era quello? Ma perché stasera non stai con me invece di andare in discoteca con le tue amiche?". E capire che forse amare è un’altra cosa. È sentirsi leggeri e liberi. È sapere che il cuore degli altri non lo pretendi, non è dovuto, non ti spetta per contratto. Devi meritarlo ogni giorno. E dirglielo. Dirlo a lui. E capire dalle risposte che forse bisogna cambiare. Bisogna andare via per ritrovare la strada. Fabio che mi guarda arrabbiato, in piedi, davanti al portone. E dice che no, che sto sbagliando, che noi siamo felici insieme. Mi prende per un braccio, lo stringe forte. Perché, quando qualcuno che vuoi se ne va, provi a trattenerlo con le mani e speri così di afferrare anche il suo cuore. E invece no. Il cuore ha gambe che non vedi. E Fabio se ne va dicendo me la pagherai, ma l’amore non è un debito da saldare, non regala crediti, non accetta sconti.

Due lacrime scendono piano, quasi timide e preoccupate di sporcare il cuscino. Niki se lo abbraccia tutto. E per un istante si sente protetta da quella coperta che la separa dal mondo.

Mezzanotte e mezza. Niki si gira di nuovo. Il cuscino è scomodo. Come un pensiero appuntito piazzato sotto il materasso. Rumore di chiavistello che si apre. Riflesso di luce che arriva dal corridoio.

 

essere…..

e stare così….guardarmi allo specchio…..vestirmi ancora bagnata….truccarmi…..incantata dal tuo pensiero nn muovo lo sguardo…….cerco di sembrare "normale"…diversa da come sono….farfalla che nn apre le ali…..mi guardo…sentire il tuo profumo…..sola…..sentire la tua pelle…..essere fuori dalla stanza…..essere nello specchio…..nel mondo dove tutto è vago…nel mondo tutto è sfocato……essere nel muro…..essere piatta….senza sentimento…..senza lacrima……non ridere…….non morire…….eterno albero che vive per gli altri…..eterno parassita che vive sulle spalle degli altri……eterno……e stare così……eternamente eterna….

UN AUGURIO PARTICOLARE

voglio dirvi una cosa…..
AUGURO A TUTTI DI POTER PASSARE OGNI MOMENTO AL FIANCO DELLA PERSONA CHE AMANO PERCHè NON C’è NIENTE DI PIù BRUTTO KE VIVERE, ANCHE SE X 7, 8 MESI, UNA RELAZIONE A DISTANZA. è DIFFICILE ANCHE PERCHè LE PERSONE CAMBIANO QUANDO SI CAMBIA POSTO, QUANDO SI CAMBIANO ABITUDINI……
NON VORREI CHE ACCADESSE A NESSUNO DI VOI CHE LEGGETE, E A NESSUNO DI QUELLI CHE AMANO…
 
BUONANOTTE FRATELLINI, BUONANOTTE

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