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Archivio per marzo, 2009

post concerto

  IL CONCERTO è STATO A DIR POCO STUPENDOOOOOOOOOOOOOOOO……ERO SOTTO IL PALCO E L’HO VISTO NEGLI OCCHI…..NON HA EGUALI..E’ UN PAOETA CHE CANTA….

ALLA FINE DEL CONCERTO, SENZA VOCE, IN MACCHINA RIPENSAVO ALLE EMOZIONI CHE MI E CI HA SAPUTO DARE SOLO CON LA SUA VOCE E LE SUE PAROLE E…..BEH, IO LE PAROLE PER DESCRIVERVI QUELLO CHE HO PROVATO NN LE HO….MA VI ASSICURO CHE NON DIMENTICHERò MAI QUESTO CONCERTO ….

OH, NATURALMENTE ALLA PROSSIMA IO CI SONOOOOO….

 VIVIMI Biagio Antonacci
 

piacere, sono l’uomo che ti ha stravolto la giornata!

Giovedì 26 Marzo 2oo9

 

Me lo chiedo. Uno si costruisce un suo equilibrio… per stare bene, per vivere tranquilla… Si crea un mondo che per andare avanti non si deve stravolgere. Se cambiassimo le regole del nascondino questo non sarebbe più nascondino e i partecipanti farebbero confusione con le regole con il risultato di non poterci più giocare.

Avevo programmato il mio pomeriggio tra Tacito e Petronio, Pascoli e Carducci… e invece sono le 16:37 e sto fissando la mia scrivania da quando sono tornata a casa. Al telefono ero assente.

Tutto perché? Perché oggi un tizio si è presentato davanti a me come a tanti altri ragazzi e mi ha fatto venire la tachicardia. Perché? Perché mi tremavano le gambe mentre camminavo. Perché? Perché mi girava la testa.

E allora penso e mi reputo presuntuosa, ma non me ne vergogno perché non lo sono mai, perché mi sminuisco sempre. E allora penso e penso che io tra tre mesi entrerò nel ventesimo anno della mia vita e che sono diversa dalle altre diciannovenni che sono accanto a me. Sì, sono diversa. Perché io mi emoziono e non prendo in giro ciò che è superiore a me, perché io mi emoziono se uno mi dice che all’età sua non ha ancora trovato il suo significato ad una frase apparentemente stupida, una frase su cui un uomo della sua stessa età avrebbe la presunzione di fare il professore, e mi sono resa conto che forse il vero professore è stato lui che mi ha detto che il significato non l’ha trovato. Perché? Perché l’uomo professore avrebbe cercato di impormi e farmi capire il significato che lui dà alla frase, e forse io non l’avrei mai capito, e forse avrei mentito dicendo che capivo perfettamente cosa volesse dire. Perché lui invece mi ha praticamente detto che la stessa domanda che due individui possono porsi non ha per entrambi la stessa risposta e che non a tutte le domande che ci poniamo si trova subito una risposta. Che bisogna aspettare. Aspettare. E la risposta non è detto che arrivi. Mi ha affascinato.

Ed ora Siracusa. Mah, Siracusa eccita tutti, tutti. Mi dicevano, mi chiedevano di Siracusa. Tutti, tranne me. Possibile? Possibile che io sia l’unica persona che stia ancora pensando a quello che è successo prima della notizia di Siracusa? A quell’ora indimenticabile? Sto ancora metabolizzando e riflettendo su quella valanga di parole. Quando avrò ritrovato il mio equilibrio stravolto da un uomo, allora anche io sarò eccitata, emozionata, allibita per Siracusa. Ma ora non ci riesco.

Allora vorrei ringraziare le persone che come voi stravolgono le vite come la mia, e forse le uniche che poi riescono a capire quello che ho provato.

Grazie. Davvero, dal cuore, Grazie.

– 100

– 100!!!

ke periodo…

per fare il video dei 100 giorni sto naturalmente ascoltando un po’ di canzoni "giuste" per quell’evento e per noi in questo periodo…canzoni ke descrivano le nostre sensazioni e paure…e allora vi metto qui alcuni testi…

Vedi, vedi, vedi…
Com’è serio quel ragazzo infondo alla classe all’ultimo banco
quante domande durante l’ultima ora dell’ultimo anno
lui sta pensando che fuori c’è un mondo che aspetta soltanto di essere cambiato
è preoccupato pensa agli amici che ha accanto "che fine faranno?"
Un po’ gira la testa se pensa che questa è la fine di giri di giostra
tanti sogni però alla domanda "che farò da grande?" non ha una risposta
non vede l’ora di uscire dalla massa
che dura più di uno scritto più della maturità
in città c’è già chi sa dimostrarmi come si può fallire
tra un rimorso, un rimpianto, rischiando ogni santo giorno d’impazzire

io non voglio fuggire piuttosto soffrire
sempre un po’ fissando se stesso allo specchio quando l’ha vista ridere in cortile
ed è stato un lampo soltanto uno sguardo un istante perfetto hai capito?
Anche quando sfugge il senso esiste un motivo per essere vivo!
No non mi rendo conto
ma so che non prendo sonno
se penso che ti perderò…
voglio gridarlo al mondo
l’amore non dura un giorno o no?
Da adesso dubbi non ne ho…
E mentre si allontana il tram
la scuola sembra piccola
per quanti pochi giorni soli io e te
ed ora dove mai sarà?
In viaggio all’università
dov’è che si può litigare e poi giocare alla libertà
Gli esami iniziano da qua
ma fuori c’è chi insegna già come si prende e non si da…no…
L’unica certezza che ora ho…dimmi…
noi proviamo insieme ci sarò
No non mi rendo conto
ma so che non prendo sonno
se penso che ti perderò…
voglio gridarlo al mondo
l’amore non dura un giorno…o no?
Da adesso dubbi non ne ho
Con un po’ di paura mentre si fa sera lui fissa la luna pensando che lascia
scritti sui banchi distanti negli anni vissuti tra sole e burrasca…
si sente fragile, instabile, piangere è facile ma
tocca rialzarsi e rimboccarsi le maniche qua…
nessuno da niente per niente, lo pensa da sempre mentre riempie
pagine, pagine rivivendo ogni immagine tra
gli amici e i professori,
le zuffe ed i primi amori,
mille e più errori e le migliori occasioni con milioni di pari
un esame da dare e una donna da amare ed un mare di strada da fare,
il giorno scompare stringe i pugni e vorrebbe urlare
No, non mi rendo conto
ma so che non prendo sonno
se penso che ti perderò…
voglio gridarlo al mondo
l’amore non dura un giorno…o no?
Ne resta sempre ANCORA UN PO’…GEMELLI DIVERSI

 

Musica dai suona più forte
Non voglio sentire quello che
Non riesco a capire
Ma è vero che oltre la salita
Lo hanno visto in tanti già
C’è la vita, la vita, la vita
Io credi non pensavo
Che sarei rimasto attonito
Come l’inverno ghiaccia il lago
E adesso che sotto la paura
Si scioglie insieme a me
Ed è adrenalina pura
E non mi chiedere come farò
Io non lo so perché l’unica risposta che ora sento è una domanda
Che ne sarà di noi
Che ne sarà di quel che ieri eri tu
Forse sarà che poi
Perdendoci ci ritroviamo
E ora lo so che non si annega
Quelle volte che non c’é un perché
Come a vela sul mare che si spiega
Io mi lascerò portare fino a che…
Non mi chiedere più come farò, non lo so
Perché l’unica risposta
Che ora conta è una domanda
CHE NE SARA’ DI NOI….
Che ne sarà di quel che ieri eri tu
Forse sarà che poi perdendoci ci ritroviamo
Ci ritroviamo….GIANLUCA GRIGNANI

 

Davanti alla scuola tanta gente
otto e venti, prima campana
"e spegni quella sigaretta"
e migliaia di gambe e di occhiali
di corsa sulle scale.
Le otto e mezza tutti in piedi
il presidente, la croce e il professore
che ti legge sempre la stessa storia
sullo stesso libro, nello stesso modo,
con le stesse parole da quarant’anni di onesta professione.
Ma le domande non hanno mai avuto
una risposta chiara.
E la Divina Commedia, sempre più commedia
al punto che ancora oggi io non so
se Dante era un uomo libero, un fallito o un servo di partito.
Ma Paolo e Francesca, quelli io me li ricordo bene
perché, ditemi, chi non si è mai innamorato
di quella del primo banco,
la più carina, la più cretina,
cretino tu, che rideva sempre
proprio quando il tuo amore aveva le stesse parole,
gli stessi respiri del libro che leggevi di nascosto
sotto il banco.
Mezzogiorno, tutto scompare,
"avanti! tutti al bar".
Dove Nietsche e Marx si davano la mano
e parlavano insieme dell’ultima festa
e del vestito nuovo, fatto apposta
e sempre di quella ragazza che filava tutti (meno che te)
e le assemblee e i cineforum i dibattiti
mai concessi allora
e le fughe vigliacche davanti al cancello
e le botte nel cortile e nel corridoio,
primi vagiti di un ’68
ancora lungo da venire e troppo breve, da dimenticare!
E il tuo impegno che cresceva sempre più forte in te…
"Compagno di scuola, compagno di niente
ti sei salvato dal fumo delle barricate?
COMPAGNO DI SCUOLA, compagno per niente
ti sei salvato o sei entrato in banca pure tu?  ANTONELLO VENDITTI

 

E allora eccomi qui adesso resto per un po’ da solo meglio così io per il mondo oggi non ci sono e voglio restare con me stesso a pensare se solo adesso mi fermo ancora mi sembra di sognare una foto coi miei attrae il mio sguardo in quello scatolone ricordo sai era la mia prima comunione un caldo infernale un pranzo con poche persone quel vestito nuovo rotto poi giocando a pallone e ancora eccole qui tra mille foto impolverate vedo così le mie emozioni immortalate troppi ricordi momenti incancellabili mentre una lacrima disegna un solco tra i miei brividi guarda mio padre coi baffi siamo nei settanta quel pancione mia madre lo porta assai contenta le foto alle elementari in bianco e nero e a colori guarda questa non ci credo a me lo sai sembra ieri…
Cerco su ogni volto un ricordo e sembra che il tempo non sia mai trascorso e un brivido chiude lo stomaco rimango incredulo e so che le emozioni non muoiono mai…
Vedo gente con noi persa lungo questo mio cammino giuro che mai avrei riconosciuto quel bambino e che cambiamenti tra gli amici
e parenti con le mie pettinature quando stavo sui venti mi fermo un attimo qui o meglio mi si ferma il cuore quando a un tratto così ritrovo il primo grande amore resto senza parole sai che eri bellissima guardando dietro c’è un cuore due frecce ed una dedica \"Staremo insieme per sempre tu sei la mia vita\" e un sorriso innocente per poi com’è andata troppo distanti ma troppo simili sono i tuoi occhi a suggerirmelo qui non hai alibi ritrovo serenità quando rivivo quei momenti in tutta sincerità anni rivisti in pochi istanti guarda questa è l’arena ero a vedere Vasco la metto sul comodino accompagnerà questo mio testo…
Cerco su ogni volto un ricordo e sembra che il tempo non sia mai trascorso e un brivido chiude lo stomaco rimango incredulo e so che le emozioni non muoiono mai…
E non so se sorridere io non so cosa può succedere so che voglio vivere fermando il tempo e guardarlo in un FOTORICORDO… E in sottofondo mettere buona musica questa la voglio me la stacco dalla pagina è la più vecchia c’è tutta la comitiva sembra persino che anche il sole sorrida quanto sembriamo diversi sempre gli stessi alcuni si sono persi ma noi ci siamo ancora e allora scatta subito così per sempre avremo accanto il nostro pubblico…
Cerco su ogni volto un ricordo e sembra che il tempo non sia mai trascorso e un brivido chiude lo stomaco rimango incredulo e so che le emozioni non muoiono mai …GEMELLI DIVERSI

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