Just another WordPress.com site

Archivio per giugno, 2009

meno due….e ricordi iniziano a riaffiorare

Mancano due giorni al tanto temuto ESAME DI MATURITà. Io sono entrata nel panico più totale. Voglio solo gridare e piangere. Sento un’ansia dentro inspiegabile. Come dico sempre io (perché lo sento veramente), ho i brividi allo stomaco.

Allora cerco di distrarmi. E mi viene da pensare a cosa ho imparato in questi ultimi cinque anni.

Beh ho imparato che…

 i cammelli sono organismi unicellulari,

che le otto e cinque e le tredici sono l’ora x,

che se non stiamo attente azzoppiamo (Bruno),

che le statuette non stavano sul muretto e che la pietruzza di Aristotele forse non era una pietruzza,

che si sente un tonfo di frittura,

che i carciofini di bruxelles fanno schifo,

che non ci sono mocassini (riferito al cassino),

che pauper si declina pauper-papera,

che io mi nutro, tu ti nutri, e frank si natra…(-.-),

che durante le lezioni di latino si perde il segno ancor prima di iniziare,

che se uno si chiama Pipino… beh, so cosa avete pensato..

che… quando scendi dal treno e non cerchi nella folla il volto amico che ti attende, non puoi lamentarti di non averlo incontrato…..

che nessuno in realtà ha capito ancora il senso di questa frase,

che se Lucia chiede  “avete uno specchietto”, c’è Specchio che risponde “se vuoi mi rimpicciolisco io” (-.-)

che snao paranao significa tutto e batrakos non è una parolaccia,

che “non esiste nulla che non abbia riscontro nella Bibbia “, anzi, come dice Marzia “professò, hello kitty non c’è nella Bibbia!”,

che nella nostra scuola ci sono tante mosche perché è una scuola di m****,

che la Scopece non leggeva, portava il segno!, ma a volte lo portava male (libro: ”nelle scuole non c’erano i banchi né per il maestro, né per gli scolari, come ora… Spiegazione prof Scopece : “ non c’erano i banchi né il maestro né gli scolari, come ora!”….-.-)

che in classe il cellulare non prende, fa finta di prendere,

che l’orario è provvisorio fino a quando l’8 gennaio non te lo cambiano e diventa definitivo,

che se Solomita dice alla Claudione “nel buchetto vengo da te”, non stanno parlando di altro se non dei minuti di buco,

che nei momenti di stress Apollonio Rodio diventa Agallonio Rodio,

che se si gioca a tirarci i pacchetti dei fazzoletti, prima o poi questi volano giu dalla finestra,

che le note della Bruno non hanno validità, anche perché ci vuole un egittologo per tradurle,

che per copiare ognuno inventa mille modi ma quello più geniale e fare l’impiccato,

che se Specchio dice “Monica tu sei furbetta” e lei risponde “sono figlia unica”, è perché ha fatto un ragionamento tutto suo che non capiremo mai,

che dopo cinque anni della stessa storia bisogna andare a scuola anche il ventisei giugno dell’ultimo anno per fare la valutazione di pallavolo,

che se ci stiamo in silenzio la Minetti capisce a chi deve mettere la nota,

che se gli fai una domanda Di Bari va in confusione…

che difensore al femminile si dice sempre difensore,

ho imparato che anche se sono anni che abbiamo odiato e amato allo stesso tempo, ci rimarranno nel cuore così come sono stati.

Che mi mancherà sedermi nel mio banco, scriverlo e “personalizzarlo”, cercare la “mia sedia” quando i bidelli me la spostano, corromperli per farci fare le fotocopie, cercare argomenti sempre nuovi per perdere tempo con i prof.

Mi mancherà lamentarmi del bagno sporco e puzzolente di fumo, il cartello fuori la porta con il divieto di fumare e dentro l’invito a buttare “nell’apposito contenitore” i mozziconi di sigarette.

Mi mancherà. E potete anche non crederci o ridere di me, ma mentre ci penso mi scendono le lacrime. E la paura dell’ignoto che mi è di fronte è sempre più forte.

Non so  che altro dire. Spero di non essere sola a provare questo, a sentirmi così.

Ciao…

 

Annunci

Tag Cloud